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Primo aiuto per traumi e shock psicologici

Secondo l’autrice Susan Pease Banitt (2012), gli interventi pratici per il trauma ricadono in 4 categorie: radicamento (grounding), purificazione (clearing), risanamento (restoring) e cambiamento e soppressione (altering e suppressing).

 

Vediamole una a una:

  • Radicamento (grounding): quando la mente è assalita da eventi che minacciano il senso di benessere e sicurezza, il corpo tende ad andare automaticamente in una modalità di blocco e si riempie di tensione e adrenalina sovrastanti. Alcune tecniche che facilitano il grounding o radicamento sono il respiro circolare, il respiro addominale, il rilassamento progressivo, e il riconnettersi dopo momenti di dissociazione.
  • Purificazione (clearing): il corpo che ha subìto un trauma è sovrastato da quello che Peter Levine chiama il vortice del trauma. Possiamo concettualizzarlo come una tempesta: un rilascio di intensità intorno a un evento o un ricordo che minaccia di sovrastare completamente la mente e il corpo. Fortunatamente esistono alcuni modi veloci per ridurre l’intensità di questo vortice. Molte di queste tecniche hanno origine nelle antiche culture indigene e prevedono l’uso di alcune materie tra cui minerali e sali, spray, olii essenziali, rimedi omeopatici, tè, essenze floreali, rimedi a base di erbe, incenso, acqua e ancora arte, terapia parlata, ecc.
  • Risanamento (restoring): dopo il radicamento e la purificazione, la pratica di risanamento è molto utile perché permette al corpo di recuperare e integrare le esperienze stressanti. In questo senso,  possono aiutare discipline come lo yoga , la Mindfulness , la meditazione ,  la preghiera, oltre a una sana alimentazione , un corretto e adeguato consumo di acqua (già presente nel punto 2), l’attività fisica, un numero sufficiente di ore di sonno , e del tempo personale per divertirsi e dedicarsi a quello che piace e fa star bene.
  • Cambiamento e soppressione (altering e suppressing): anche se il cambiamento e la soppressione dei pensieri sono le cose che i survivor vogliono fare per prime, è meglio lasciarle per ultime. Le tecniche di radicamento, purificazione e risanamento lavorano tutte direttamente sul trauma e sulle energie del corpo per facilitare una guarigione più naturale e completa, soprattutto nelle fasi iniziali. In quelle giornate, però, in cui ci sono particolari disagi e problemi ci si può rivolgere verso attività o sostanze che producono un temporaneo sollievo dalla sofferenza, ma che non funzionano per guarire direttamente il trauma. La televisione è una di queste, ad esempio con programmi leggeri e divertenti.

Riferimenti

  • Pease Banitt, S. (2012). The Trauma Tool Kit. Quest Books
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