

Questo libro nasce con l’obiettivo di stimolare il mondo della TCC a far entrare il corpo in terapia e a guardarlo come un’ulteriore fonte di ispirazione nella comprensione del paziente e del suo disagio, sino a renderlo parte integrante del suo percorso verso la guarigione. Come una carta assorbente, il corpo si adatta e risponde di continuo alle sfide piccole e grandi della vita sviluppando contrazioni, tensioni, dolori o malattie… Finisce sempre sotto attacco quando si affrontano difficoltà psicologiche. Imparare a fare spazio nel nostro lavoro anche alla dimensione somatica e a intervenire su di essa con sensibilità significa adottare un approccio al trattamento più profondo, completo e trasformativo. Con il taglio divulgativo caratteristico delle autrici, il volume alterna spunti di riflessione teorica, inserti metodologici e una ricca serie di attività pratiche dettagliatamente descritte e facilmente replicabili. Le sue pagine forniscono al clinico degli strumenti molto concreti per cimentarsi con competenza, gradualità e fiducia con questo significativo e necessario ampliamento d’orizzonte della più tradizionale prassi psicoterapeutica.


La Teoria Polivagale chiarisce la maniera in cui il Sistema Nervoso risponde agli input di sicurezza o pericolo rilevati nell’ambiente, determinando come ci sentiamo e le nostre narrazioni sulla realtà. Wired to connect è un programma per gruppi che insegna a riconoscere l’impatto di questi processi sulla nostra esperienza e a dialogare con la nostra biologia, rieducandola a dimorare in una condizione di regolazione. È qui che il nostro ancestrale bisogno di connessione — a noi stessi, agli altri, alla vita — può trovare appagamento. Integrando discipline diverse, come lo yoga, la meditazione o la musica, le autrici strutturano un percorso ricco di strumenti concreti: finestre teoriche, esercizi, immersioni guidate in mindfulness. La conduzione del programma è semplice e accessibile a chiunque: psicologi, psicoterapeuti, insegnanti, educatori, operatori di comunità, operatori sanitari.


Ti capita mai di trascorrere delle notti dormendo solo poche ore perché ti svegli e non riesci a riaddormentarti? O perché hai difficoltà di addormentamento nonostante la stanchezza e il desiderio di dormire? Questo libro, pieno di consigli utili ed esercizi pratici, ti fornirà quelle strategie indispensabili ad affrontare, gestire e superare l’insonnia.


Con l’edizione italiana del lavoro di Woods e Rockman arriva nelle mani degli insegnanti di mindfulness un dettagliatissimo manuale sulla conduzione dell’MBSR. Il libro accompagna il lettore a fare proprio, sessione dopo sessione, il bagaglio di conoscenze e competenze di cui ogni istruttore del programma dovrebbe disporre. La puntuale descrizione delle attività, di cui il protocollo si compone (meditazioni formali e informali, sessioni di yoga, finestre teoriche), è abilmente bilanciata dall’accurata esposizione delle modalità in cui proporle e dall’illustrazione degli obiettivi che mirano a raggiungere. Ma questo libro è anche molto altro. Esso, infatti, condensa in un volume unico tutto ciò che occorre sapere, saper fare e, soprattutto, saper essere per diventare un insegnante MBSR efficace. Offre un quadro sintetico del background storico, filosofico e psicologico che è alla base del curriculum. Allo stesso tempo, fornisce una prospettiva aggiornata sullo stato dei programmi mindfulness-based nelle loro molteplici aree di applicazione e sulla ricerca che li riguarda.


La meditazione di consapevolezza (mindfulness) consiste semplicemente nel fermarsi e osservare in modo non giudicante la realtà per come essa ci si presenta qui e ora. Ci insegna a dimorare nell’istante di adesso e ad assaporarne pienamente il succo. È un processo di conoscenza serrata di noi stessi che ci allena a rispondere con pacatezza alle tante sfide dell’esistere. Conduce con il tempo ad abbandonare quelle modalità di reagire che non ci corrispondono più o che ci procurano disagio, a vantaggio di un modo più autentico di essere noi stessi. Meditare con la vita, dopo aver spiegato cos’è la mindfulness e perché funziona, accompagna il lettore a familiarizzare con la meditazione nelle sue varie forme. Propone numerosi esercizi di consapevolezza da eseguire in ogni momento della giornata e dedica un’attenzione particolare al tema di come sia possibile trasferire la qualità della presenza che si sperimenta durante le sessioni di pratica nella vita di tutti i giorni: dalle incombenze quotidiane, alle relazioni, alla professione. Conclude il volume una rassegna di modelli di intervento psicoterapeutico, sia di stampo cognitivo che psicocorporeo, basati sulla mindfulness.


Lo stereotipo, vissuto come minaccia nel contesto di cura in ambito psicologico o medico, porta la popolazione LGBTQIA+ ad accedervi meno: è indispensabile che il clinico conosca a fondo l’argomento e le migliori strategie di intervento, e si conceda la possibilità di fare autocritica e verificare di non essere animato da pregiudizi o convinzioni erronee. Manuale di Psicoterapia per la popolazione LGBTQIA+ affronta nel dettaglio diverse importanti tematiche e suggerisce l’impostazione di un intervento terapeutico di indirizzo Cognitivo Comportamentale ma anche tramite le Terapie Mindfulness Based e altre risorse trasversali. Ogni capitolo è corredato di esempi clinici pratici e da testimonianze di pazienti che rendono questo volume un corpus vivo e di immediata fruibilità.


Nel corso della storia dell’umanità, pochi concetti sono stati al centro della riflessione clinica ed esistenziale come quello di trauma. Nel linguaggio comune, si parla di trauma come di un’esperienza totalizzante, soverchiante, in grado di modificare la vita dell’individuo, uno spartiacque che separa nettamente il «prima» dal «dopo». In tale ottica il volume si connota come un vero e proprio manuale d’uso, rivolto alle diverse figure professionali (psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, sessuologi clinici, medici, educatori, insegnanti), e di studio e aggiornamento per studenti universitari e postuniversitari.Il libro si articola in una prima panoramica in cui vengono analizzate la definizione e la neurobiologia dello spettro dei disturbi da stress post-traumatico (PTSD), spostandosi poi sulle conseguenze fisiche, relazionali e psicopatologiche — anche in termini di disturbi di personalità — del trauma. Gli ultimi due capitoli sono dedicati, infine, ai diversi approcci terapeutici evidence-based utilizzabili per curare il trauma semplice e complesso.


Vivere con l’ansia e gli attacchi di panico può farti sentire come se non avessi il controllo della tua vita.
Portare i sintomi sotto la luce della consapevolezza e affrontarli con le giuste tecniche ti permetterà, invece, di fare il primo passo per intra-prendere la strada verso la libertà.
Questo quaderno affonda le sue radici nella terapia cognitivo-comportamentale e nella mindfulness.
Al suo interno, troverai esercizi pratici e consigli sullo stile di vita che ti aiuteranno a gestire la tua ansia e i tuoi attacchi di panico in un modo che mai avresti creduto possibile.


Negli anni Novanta la famiglia di Neige conduce una vita solitaria nelle Alpi francesi. Tra i 7 e i 14 anni, la piccola Neige viene regolarmente violentata dal suo patrigno. Nel 2000 Neige, supportata da sua madre, sporge denuncia e l’uomo viene condannato a nove anni di carcere. Vent’anni dopo, Neige trova la forza di raccontare ciò che le è capitato. Senza pathos, né autocommiserazione, cerca di disinnescare ciò che chiama la «piccola bomba». Il risultato non è un memoir classico, non è una storia che chiede compassione, ma una riflessione sensibile, intelligente e sincera che indaga i fatti e insieme l’impossibilità di dare una spiegazione, ma anche la possibilità di parlarne.
Un’esplorazione tanto sul potere quanto sull’impotenza della letteratura. Per potere raccontare a sé stessa, l’autrice deve necessariamente interrogare altri testi, altre storie. E così ci conduce a una rilettura radicale di Lolita di Nabokov, di Virginia Woolf, e di numerose altre opere sull’incesto e sullo stupro, da Toni Morrison a Christine Angot e Virginie Despentes. Come si può raccontare il mostro? Che cosa succede nella testa del boia? Neige non si accontenta del punto di vista della vittima. Come William Blake che domandava alla Tigre: «Come è possibile che chi ha creato l’agnello ha potuto creare anche te, Tigre?», Neige va oltre. La sua storia ci porta tra coloro che hanno conosciuto un altro luogo, quello della notte e del male, coloro che sono riusciti a fuggire ma che sono rimasti segnati e che per questo resteranno sempre al confine tra l’oscurità e il giorno. Nessuna resilienza. Nessun oblio né perdono. Soltanto la ricerca del modo di restare in piedi, di scrivere questa storia come una «piccola bomba fatta esplodere nella propria casa, nell’intimità della lettura». Una storia che ha l’intensità e la fragilità delle cose concepite nella solitudine e nella rabbia. Con l’ambizione un po’ folle e un po’ ridicola di fare deflagrare questo mondo in un milione di piccoli pezzi.


Hakomi is an integrative method that combines Western psychology and body-centered techniques with mindfulnessprinciples from Eastern psychology. This book, written and edited by members of the Hakomi Institute—the world’s leading professional training program for Hakomi practitioners—and by practitioners and teachers from across the globe, introduces all the processes and practices thattherapists need in order to begin to use this method with clients. The authors detail Hakomi’s unique integration of body psychotherapy, mindfulness, and the Eastern philosophical principle of non-violence, grounding leading-edge therapeutic technique in an attentiveness to the whole person and their capacity for transformation


Il passato è la base del futuro e la memoria è il fondamento dell’identità. La funzione selettiva dei ricordi permette di compiere scelte coerenti nel presente, evitando di ripetere le risposte dannose e orientandosi verso un futuro più efficace. Ma accanto ai ricordi ‘normali’, buoni o cattivi che siano, tutti ci portiamo dentro in maggiore o minore misura un certo numero di ricordi traumatici, che si distinguono per la loro staticità e fissità. Sono tracce incise profondamente nel cervello, nel corpo e nella psiche da esperienze violente o travolgenti, che non mutano e non si aggiornano col passare del tempo. I ricordi traumatici ricompaiono come schegge impazzite nel bel mezzo della vita, soffocando l’energia vitale, nel sonno o nella veglia. Nell’ottica del somatic experiencing, il metodo con cui l’autore porta avanti da decenni il lavoro sui sintomi post-traumatici, il trauma non è una malattia, ma una risposta fisiologica a una situazione dolorosa o minacciosa dalla quale non c’è via di uscita: l’organismo reagisce con l’impotenza e la paralisi, e all’interno dell’individuo si inscrive quel ricordo traumatico non elaborato che continuerà a ripresentare il conto per il resto della vita. Diventa allora fondamentale, per lavorare sui sintomi del trauma, comprendere in che modo la memoria e i ricordi interagiscano con il funzionamento della psiche e del corpo. È nella memoria procedurale che Levine situa le tracce mnestiche inscritte dal trauma, ed è a quel livello di memoria che è necessario accedere per rinegoziare ed elaborare il trauma. Cruciale è il modo in cui i ricordi traumatici rimangono ancorati alle sensazioni fisiche e agli schemi motori: il somatic experiencing utilizza gli strumenti del movimento, della respirazione e dell’interazione per guidare il paziente a entrare in contatto in maniera graduale con le tracce traumatiche e imparare a gestirne le manifestazioni.


In Trauma and Memory, bestselling author Dr. Peter Levine (creator of the Somatic Experiencing approach) tackles one of the most difficult and controversial questions of PTSD/trauma therapy: Can we trust our memories? While some argue that traumatic memories are unreliable and not useful, others insist that we absolutely must rely on memory to make sense of past experience. Building on his 45 years of successful treatment of trauma and utilizing case studies from his own practice, Dr. Levine suggests that there are elements of truth in both camps. While acknowledging that memory can be trusted, he argues that the only truly useful memories are those that might initially seem to be the least reliable: memories stored in the body and not necessarily accessible by our conscious mind.
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