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Il disturbo da stress post traumatico e il disturbo d’ansia generalizzata sono due disturbi che possono presentarsi in comorbidità. Questo dato non è del tutto sorprendente dal momento che il PTSD in sé veniva considerato un disturbo d’ansia con manifestazioni eterogenee diverse da soggetto a soggetto.

In quanto tale, il PTSD può portare ad altri disturbi psicologici ognuno con il proprio peculiare pattern di cause, caratteristiche cliniche e sintomi.

Il disturbo d’ansia generalizzata va ben oltre quelle che sono le normali preoccupazioni della maggior parte delle persone. Viene definito come uno stato di preoccupazione eccessiva su persone o situazioni che persiste per almeno 6 mesi (APA, 2013).

L’ansia è qualcosa che la persona non sembra controllare e l’oggetto della preoccupazione spesso si sposta da un ambito a un altro. La preoccupazione alla fine assorbe molto del tempo quotidiano della persona lasciandole poco sollievo al punto da influenzarne le relazioni interpersonali e l’ambito lavorativo.

Per porre diagnosi di GAD devono essere presenti almeno 3 dei seguenti sintomi cognitivi o fisici (APA, 2013):

  • Irritabilità o agitazione
  • Fatica o tendenza a stancarsi facilmente
  • Diminuita concentrazione o sensazione che la propria mente sia improvvisamente vuota
  • Irritabilità, internalizzata o esternalizzata
  • Aumento della tensione muscolare o dolore
  • Difficoltà a dormire o sonno insoddisfacente
  • Sintomi fisici di ansia come sudorazione, nausea o diarrea
  • Difficoltà a portare avanti attività e responsabilità della vita quotidiana

La relazione tra il PTSD e il GAD

La ricerca (2016) suggerisce che una persona su 6 con PTSD sperimenta un GAD a un certo punto della vita. Inoltre il tasso di sviluppare un GAD nei soggetti con PTSD è 6 volte più alto rispetto a quello della popolazione generale.

Seppur le ragioni di questa coesistenza non siano del tutto chiare, sappiamo che il worry è una caratteristica comune del PTSD. Dal momento che le risposte emotive sono di solito iper-attivate nei soggetti con PTSD, le preoccupazioni possono essere estese ed esagerate fino a un punto in cui non sono più controllabili.

In alcuni soggetti, il worry può persino essere usato come meccanismo di coping. Non è insolito sentire soggetti con PTSD che riferiscono che preoccuparsi di altri eventi o problematiche li distrae da quello che, invece, li angoscia di più. Permette loro di mantenere le distanze dai pensieri e dalle emozioni che non sono in grado di fronteggiare.

Trattamento

La Terapia Metacognitiva (Metacognitive Therapy o MCT) è una forma di psicoterapia di recente sviluppo che ha introdotto un nuovo modo di inquadrare il GAD. L’approccio MCT è basato su una teoria introdotta da Adrian Wells e Gerald Matthews (1994) ed è stato applicato inizialmente proprio al trattamento del Disturbo d’Ansia Generalizzata.

Una delle caratteristiche del GAD è che il pensiero ripetitivo negativo, ovvero il worry, viene percepito come difficile da controllare oppure porta il soggetto a fare valutazioni errate della realtà che alimentano le sue emozioni negative. Questa modalità di funzionamento viene definita Sindrome Cognitivo-Attentiva (cognitive attentional syndrome o CAS). La CAS consiste in rimuginio, fissazione dell’attenzione su stimoli pericolosi e strategie di coping disfunzionali.

La Terapia Metacognitiva ha dunque come obiettivo quello di rimuovere la CAS, e riportarla sotto il controllo cosciente. Mira ad aiutare i pazienti a sviluppare nuovi modi di reagire ai pensieri negativi attraverso nuovi modi di controllare l’attenzione.

La MCT si è dimostrata un trattamento efficace, superiore ad altre psicoterapie, comprese quelle cognitivo-comportamentali (2018).

 

Riferimenti bibliografici

  • American Psychiatric Association, (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders:DSM-5. Washington, D.C: American Psychiatric Association.
  • National Institute of Mental Health. “Anxiety Disorders.” Bethesda, Maryland; updated March 2016.
  • Normann, N., Morina, N. (2018). The Efficacy of Metacognitive Therapy: A Systematic Review and Meta-Analysis. Front Psychol. 2018 Nov 14;9:2211. doi: 10.3389/fpsyg.2018.02211. eCollection.
  • Wells, A., & Matthews, G. (1994). Attention and Emotion. A Clinical Perspective. Hove, UK: Erlbaum.

Sitografia

 https://www.nimh.nih.gov/health/topics/anxiety-disorders/index.shtml#part_145364 (2018)

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