Skip to content

Trauma

Cos’è il Trauma

Nel linguaggio comune si parla di trauma come di un’esperienza opprimente, soverchiante, in grado di alterare la vita dell’individuo, uno spartiacque che separa nettamente un <<prima>> dal <<dopo>> (A. Montano, R. Borzì, 2019). Indipendentemente dalla sua complessità e dalle molte forme con cui può manifestarsi, il trauma conserva alcune caratteristiche costanti: è un’esperienza travolgente, spaventosa e capace di trasformare profondamente la vita di chi la attraversa (Emerson, 2015). Può generare stati di confusione, dissociazione e una profonda perdita del senso di sicurezza.

Non conta solo “che cosa è successo”, ma come il nostro corpo e la nostra mente hanno vissuto quell’esperienza.

Un’aggressione, una perdita improvvisa, un’infanzia in cui ci si è sentiti soli o invisibili: ogni evento che supera le nostre risorse interne può diventare traumatico.

Il trauma non è solo nel passato: resta nel corpo, nelle emozioni, nei pensieri. Può riemergere nei sogni, nelle reazioni improvvise, nel bisogno di controllo o nel senso di vuoto.

Anche quando “tutto sembra tornato normale”, dentro di noi qualcosa continua a chiedere sicurezza, vicinanza, riparo.

Come si manifesta

Le manifestazioni del trauma possono variare molto da persona a persona, ma condividono un tratto comune: il corpo e la mente cercano, in modi diversi, di proteggersi da ciò che è stato troppo per essere affrontato.

Alcune reazioni possono comparire subito dopo l’evento traumatico, come:

  • una paura intensa, tremori, blocco o impulso alla fuga
  • una sensazione di disconnessione o irrealtà, come se si assistesse alla scena da fuori

Altre risposte, invece, possono emergere a distanza di tempo, anche mesi o anni dopo:

Il trauma parla anche attraverso il corpo, che può restare in uno stato di allerta o, al contrario, di spegnimento:

  • tensione muscolare cronica, dolori diffusi, disturbi digestivi o cefalee
  • sensazioni di intorpidimento o assenza di energia

Con il tempo, possono comparire alterazioni nella percezione di sé e nelle relazioni con gli altri:

  • sentimenti di colpa o vergogna, difficoltà a fidarsi o a lasciarsi andare
  • un senso di distacco da sé stessi o dal mondo circostante

Spesso il trauma non si mostra apertamente, ma resta come una matrice silenziosa che modella pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e comportamenti, influenzando la vita quotidiana anche molti anni dopo l’evento.

Vuoi saperne di più?

Se hai vissuto un trauma, oppure se vuoi capire, aiutare un familiare o un amico: prendi il tempo che serve, scegli lo spazio che senti più adatto (forum, lettura delle news, gruppo di mutuo aiuto), e sappi che non sei solo. Il primo passo è riconoscere il dolore e permettere a te stesso di essere aiutato.
Qui trovi una comunità che accoglie, ascolta e accompagna.

Traumi e traumi

Non tutti i traumi sono uguali. Alcuni eventi sono immediatamente riconoscibili come traumatici, altri invece si insinuano nella vita in modo più silenzioso ma altrettanto profondo.
Ogni persona reagisce in modo diverso: ciò che per qualcuno è solo un brutto momento, per un altro può diventare un evento che segna la vita.

Tuttavia, può essere utile distinguere due grandi categorie:

  • Traumi “con la T maiuscola”: o grandi traumi, corrispondenti alle «esperienze traumatiche di natura estrema» a cui fanno riferimento le diagnosi classiche di PTSD, che comprendono la percezione di pericolo per il corpo, attacco al Sé, e che portano alla morte o minaccia all’integrità fisica propria o delle persone care. Degli esempi potrebbero essere: catastrofi naturali, incidenti gravi, violenze, guerre o attentati.
    Questi traumi spesso dividono la vita in un “prima” e un “dopo”.
  • traumi “con la t minuscola”: o piccoli traumi, che corrispondono a «esperienze traumatiche non estreme» che implicano eventi di vita meno catastrofici, ma comunque caratterizzati da una percezione intensa di pericolo e da una natura cronica; pertanto, il loro potenziale traumatico è dato proprio dall’essere costanti e ripetitivi. Degli esempi potrebbero essere: umiliazioni costanti, trascuratezza emotiva, bullismo, relazioni fredde o manipolatorie.
    Il loro effetto è cumulativo: tante piccole ferite che, sommate, diventano profonde.

Entrambe le tipologie condividono una componente fondamentale: non è l’evento in sé a definire il trauma, bensì la reazione soggettiva, ovvero ciò che accade quando l’evento supera le risorse della persona e la costringe in una modalità di “sopravvivenza”.

La distinzione tra “Traumi” e “traumi” è utile per comprendere le diverse forme in cui la sofferenza può manifestarsi.
Questa differenza è alla base di alcuni approcci terapeutici moderni, come l’EMDR, una tecnica efficace nel trattamento delle esperienze traumatiche.

Tuttavia, non tutti gli esperti condividono pienamente questa suddivisione.
Molti psicologi e ricercatori ritengono che la realtà sia più complessa: esistono situazioni in cui eventi molto gravi e circoscritti si intrecciano con contesti di stress cronico.
Ad esempio, accade nei casi di stalking, bullismo, violenza domestica, discriminazione, o aggressioni a sfondo omofobico o razzista.
In questi contesti, è difficile separare nettamente un grande trauma da tanti piccoli traumi ripetuti che si sommano e si alimentano a vicenda, lasciando segni profondi.

Perché è importante riconoscerlo

Riconoscere che un’esperienza è stata traumatica, sia essa grande o “piccola”, è il primo passo per rispondere al bisogno di cura che ne deriva. Comprendere come il trauma si è manifestato nella propria vita aiuta a rimettere al centro la persona, non solo l’evento, e apre la strada a un percorso di comprensione, integrazione e guarigione.

 

Tipologie di traumi

In letteratura esiste ormai un’appurata relazione tra alcune esperienze e lo sviluppo di sintomi e disturbi post-traumatici, nonostante questa relazione vada considerata in un’ottica multifattoriale e non semplicemente causa-effetto. Tali esperienze includono (dal meno grave al più grave):

  •   Microtraumi quotidiani o relazionali (umiliazioni, esclusioni, critiche costanti)
  •   Incidenti o interventi medici invasivi
  •   Perdite improvvise o lutti non elaborati
  •   Disastri naturali o eventi imprevedibili
  •   Incidenti gravi o aggressioni singole
  •   Violenza domestica o bullismo cronico
  •   Abuso emotivo, fisico o sessuale prolungato
  •   Trascuratezza infantile grave
  •   Tortura, guerra, deportazione, terrorismo
  •   Trauma complesso (esperienze traumatiche ripetute e cumulative nel tempo)

Riferimenti

  • Emerson, D. (2015). Trauma-Sensitive Yoga in Therapy. Bringing the body into treatment.
    W.W. Norton & Company.
  • Spinazzola, J., Habib, M., Knoverek, A., Arvidson, J., Nisenbaum, J., Wentworth, R. & Kisiel, C. (2013). The heart of the matter: Com- plex trauma in child welfare. CW360° Trauma-Informed Child Wel- fare Practice.
Torna su