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Raccogliendo i filamenti della memoria

Balliamo tutti, di momento in momento, nella musica dei nostri ricordi.

“Oh, è solo un ricordo!”.

Questa è una frase che potremmo aver sentito o pronunciato, ignorando come l’attivazione neurale dei ricordi possa incidere su di noi.

Da un punto di vista scientifico, in effetti, la memoria influenza gran parte della nostra esperienza: i primi ricordi sulla sicurezza del nostro mondo provengono già da quando siamo nell’utero. Nasciamo con livelli di attivazione dei neurotrasmettitori, schemi di attivazione neurale e persino comportamenti di attaccamento e rassicurazione già modellati proprio da queste esperienze.

I nostri cervelli sono geneticamente preparati alla ricerca, nell’infanzia, di occhi, seni e mani materne, le cui cure costruiranno la struttura stessa dei circuiti limbici e corticali.

Anche i nostri geni sono influenzati dalla memoria dell’attaccamento: alcuni di essi verranno inibiti ed altri espressi proprio in risposta alle cure materne.

Durante la vita accumuliamo nuovi ricordi, integriamo gli schemi esistenti attraverso la ripetizione e modifichiamo i vecchi schemi; sentiamo continuamente flussi di energia e informazione.

Sperimentiamo in modo profondo quanto la memoria sia pervasiva e i modi in cui i nostri ricordi possano essere frammentati anziché coerenti.

Riferimenti

  • Badenoch, B. (2011). The brain-savvy therapist’s workbook: A companion to Being a Brain-Wise Therapist. WW Norton & Co.
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