Trauma e percezione del dolore
Il modo in cui percepiamo il dolore non dipende solo dal corpo, ma anche dalla nostra storia.
Le esperienze traumatiche possono lasciare tracce durature nel cervello, influenzando funzioni come memoria, attenzione e regolazione emotiva. Questi cambiamenti possono contribuire a una percezione del dolore più intensa o persistente nel tempo.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il trauma infantile. Gli studi indicano che quando il trauma avviene nelle prime fasi della vita, può avere effetti più profondi e duraturi sui circuiti cerebrali.
Il sistema nervoso può diventare più sensibile e reattivo, come se rimanesse in uno stato di allerta anche in assenza di un pericolo reale.
Questo non significa che il dolore sia “solo nella mente”, ma piuttosto che mente e corpo lavorano insieme nel costruire l’esperienza del dolore.
Queste evidenze hanno implicazioni importanti anche per la cura: suggeriscono che, accanto agli interventi medici tradizionali, può essere utile considerare anche approcci che tengano conto della storia emotiva e psicologica della persona.
Comprendere il legame tra trauma e dolore non riduce la realtà della sofferenza, al contrario, la rende più completa e più comprensibile.
Riferimenti
Lim, T. E., Fitzpatrick, E., Sharma, S., Norman-Nott, N., Hesam-Shariati, N., McAuley, J. H., Cashin, A. G., Gustin, S. M., & Quidé, Y. (2026). Brain correlates of psychological trauma in chronic pain: A systematic review. Neuroscience & Biobehavioral Reviews

