Tornare al presente: dare un ritmo nuovo al tempo del trauma
Quando qualcosa di doloroso accade, il corpo fa tutto ciò che può per proteggerci.
A volte si irrigidisce, altre si spegne, altre ancora si separa dal sentire.
Queste risposte (congelamento, dissociazione, allerta) sono tentativi di sopravvivenza, non segni di fragilità.
Il problema è che, anche dopo che il pericolo è passato, il corpo continua a comportarsi come se fosse ancora lì.
È come se il passato e il presente si intrecciassero: una parte vive nel “qui e ora”, un’altra resta ancorata a “lì e allora”.
Ritrovare sicurezza significa aiutare il corpo a capire che il tempo è cambiato.
Che adesso è diverso.
Che può rilassarsi, respirare e tornare a fidarsi.
Le pratiche di consapevolezza (minfulness), come osservare il respiro, il movimento lento o la mindful eating, ci aiutano a fare proprio questo: restare presenti a noi stessi mentre ci nutriamo, ci muoviamo o semplicemente respiriamo.
Con pazienza, il tempo si rimette in moto.
Il corpo si riabitua alla calma.
E il presente torna a essere un luogo in cui è possibile restare.
Riferimenti
Davis, L. (2019). Meditations for healing trauma: Mindfulness skills to ease post-traumatic stress. New Harbinger Publications.

