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Superare il trauma attraverso lo Yoga

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In occasione di un training da noi frequentato, tenuto a Londra dal 19 al 22 aprile 2016 da Dave Emerson, l’ideatore del protocollo di Trauma Sensitive Yoga (TSY), l’autore ha tenuto a puntualizzare sin da subito che gli esseri umani sono creature tenere. Tutti nasciamo con i cuori aperti. Ma a volte i nostri cuori aperti incontrano esperienze che ci mandano in frantumi. In alcuni casi facciamo esperienze che violano il nostro senso di sicurezza, ordine, prevedibilità e giustizia, al punto che ci sentiamo profondamente sovrastati, non in grado di integrare e semplicemente incapaci di andare avanti come prima.

A prescindere dal trauma subito, il nostro corpo accusa sempre delle conseguenze.

L’eredità più profonda lasciata dal trauma, infatti, può essere la sensazione costante di insostenibili sensazioni fisiche: sensazioni di oppressione e dolore nel petto, tensione e massima contrazione nelle spalle, bruciore nell’addome, accompagnate da paure insostenibili, dalla convinzione di essere senza speranza e di non poter fare nulla per se stessi. Il corpo, piuttosto che essere un alleato nella strada della guarigione, diventa un nemico perché incontrollabile, un contenitore di orrore e terrore. Il nemico che prima era fuori ora si è trasformato in un tormento interiore.

Ma cos’è il Trauma Sensitive Yoga?

Il Trauma Sensitive Yoga è una forma di Hatha Yoga e si può definire una combinazione di posture fisiche, focalizzazione sul respiro e un’attenzione intenzionale al proprio corpo con un atteggiamento Mindfulness.

Attraverso il TSY è possibile imparare a regolare il corpo, creando una connessione a livello somatico e da questo punto di ingresso affrontare poi le emozioni e i pensieri.

Il TSY, nello specifico, risulta utile quando le sensazioni fisiche, le emozioni e gli stati interni sono così intollerabili o irriconoscibili che diventa praticamente impossibile identificare ed eseguire una risposta appropriata alle situazioni emotivamente cariche.

Nel TSY, dunque, si intende “guarire il proprio corpo” attraverso tre fasi: “avere un corpo”, “prendersi cura del corpo” e “il corpo come risorsa”.

Il TSY permette di costruire le abilità di autoregolazione, ovvero utilizzare il corpo come uno strumento per calmarsi, ad esempio attraverso il respiro o un movimento dolce appreso.

Riferimenti

  • Emerson, D. (2015). Trauma-Sensitive Yoga in Therapy. Bringing the body into treatment. New York: W.W. Norton
  • Emerson, D., & Hopper, E. (2011). Overcoming trauma through yoga. Berkeley, CA: North Atlantic Books.
  • Emerson, D., & Turner, J. (2009). Toward becoming a trauma-sensitive yoga teacher. Paper presented at Trauma Sensitive Yoga Teaching Certificate Program, Boston, MA.
  • McLean, L.M., Toner, B., Jackson, J., Desrocher, M., & Stuckless, N. (2006). The Relationship between childhood sexual abuse, complex post-traumatic stress disorder and alexithymia in two outpatient samples: Examination of women treated in community and institutional clinics. Journal of Child Sexual Abuse, 15(3), 1-17. doi: 10.1300/J070v15n03_01
  • van der Kolk, B.A., & Ducey, C.P. (1989). The psychological processing of traumatic experience: Rorschach patterns in PTSD. Journal of Traumatic Stress, 2, 259-274.
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