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Comprendere i nostri ricordi traumatici attraverso una mente compassionevole

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Una consapevolezza importante per aiutare i survivor a comprendere, con una mente compassionevole, le loro reazioni alle esperienze traumatiche è quella di prendere in considerazione che il cervello elabora i ricordi traumatici in modo diverso rispetto agli altri ricordi.

Questo dipende dal fatto che, durante un evento traumatico, si provano delle emozioni così intense e soverchianti, specialmente nei bambini, che impediscono al cervello di elaborare l’evento nello stesso modo di qualsiasi altro evento della vita quotidiana.

Accade di frequente, però, che i nostri ricordi traumatici, che sono al di fuori della nostra consapevolezza, affiorino in modo eccessivo sul corpo, dal momento che il corpo è in grado di ricordare e ri-creare le sensazioni fisiche associate al trauma. I ricordi legati al trauma, come abbiamo visto in altre news , infatti sono spesso impliciti e non consapevoli. Ma ci possono essere stimoli esterni in grado di scatenarli, riportandoli nel presente. Ad esempio, potrebbe capitarci di sentire un profumo particolare e provare subito un senso di nausea. Il profumo, magari utilizzato dall’abusante, ha scatenato “una memoria del corpo”, che rievoca un evento accaduto in passato. Il ricordo è automatico, rapido e si diffonde in tutto il corpo.

Pertanto, quando incontriamo un segnale correlato al trauma che può essere veicolato da tutti e 5 i nostri sensi, possiamo sperimentare un rapido cambiamento sul nostro corpo che può attivarsi esageratamente in diversi modi.

 

Nella prossima news vedremo come il nostro cervello elabora nello specifico gli eventi traumatici.

Riferimenti

  • Lee, D. (2012). Recovering from Trauma using Compassion Focused Therapy. London: Robinson
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