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Il PTSD come ostacolo alla guarigione

Un evento traumatico espone l’individuo a una situazione che ne minaccia la sopravvivenza o che implica un rischio di danno fisico a sé o ad altri.

In seguito all’esposizione a questo tipo di minacce è naturale sperimentare emozioni intense. Per molti, queste emozioni e reazioni connesse al trauma diminuiscono nel corso delle settimane e dei mesi successivi alla fine dell’evento traumatico. Provare queste emozioni, ricevere supporto dagli altri, affrontare ciò che ricorda l’evento traumatico, e sviluppare pensieri funzionali sul motivo per cui il trauma si è verificato, in genere, aiuta gli individui a guarire in modo naturale.

Tuttavia, quando si sviluppa un disturbo post traumatico, queste emozioni possono persistere poiché la persona continua a pensare di essere in pericolo, nonostante sia in effetti fisicamente al sicuro.

Vi sono due ragioni principali per cui gli individui sperimentano un PTSD:

  1. Pensare al trauma. Un motivo per cui i survivors continuano ad avere intense emozioni e altre difficoltà come conseguenza del trauma è che trovano difficile dare un senso all’evento e capire come e perché sia accaduto. Questo fa sì che i survivors rivivano l’evento nel tentativo di capire e dare un senso al tutto. È come se la mente della persona provasse a mettere insieme i pezzi di un puzzle ma non ha ancora capito come fare. Come conseguenza di questa riesperienza costante dell’evento, la persona sente come se il trauma stesse ancora accadendo. Quando ricorda l’evento, il survivor sente le stesse emozioni che ha provato al momento del trauma e questo fa sì che si percepisca non al sicuro anche nel presente.

Molti stimoli possono scatenare o indurre questi ricordi e le reazioni a essi – certi luoghi, momenti del giorno, odori, suoni, persone, emozioni e sensazioni fisiche. Anche i partner o altri membri della famiglia possono fungere da trigger, soprattutto se l’evento traumatico è stato per mano di un’altra persona (ad esempio, abuso, stupro, furto, aggressione).

  1. Evitamento e ottundimento. Il secondo motivo per cui i survivors sviluppano un PTSD è che evitano tutto quello che ricorda loro il trauma e le relative reazioni. Questo li fa stare meglio nel breve termine ma ha delle conseguenze negative a lungo termine, in quanto mantiene il circolo vizioso dei sintomi. In questo modo, i survivors non hanno l’opportunità di imparare che questi stimoli scatenanti e le conseguenti reazioni non indicano necessariamente un pericolo attuale.

 

Riferimenti

  • Monson, C.M. & Fredman, S.J. (2012). Cognitive-Behavioral Conjoint Therapy for PTSD: Harnessing the Healing Power of Relationships. The Guilford Press
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