A causa della colpa che si attribuiscono, alcuni trovano difficile accedere e usare il sistema di contenimento e conforto del bambino interiore. Non riescono a dare a quest’ultimo il supporto, la comprensione e l’incoraggiamento di cui necessita. Quindi restiamo bloccati nell’evitamento, nell’autocritica e nella vergogna. Imparare come diventare interiormente comprensivi, supportivi e autorassicuranti è in effetti un’abilità che di solito si apprende nel legame di attaccamento durante la crescita con le figure di riferimento. Tuttavia anche se non è stata parte della nostra esperienza infantile, è un’abilità che può comunque essere ancora appresa grazie a un allenamento e all’esercizio di una mente compassionevole, proprio come facciamo per sviluppare la forza nei nostri muscoli fisici.
Promuovere una mente compassionevole implica l’uso del sistema di contenimento e conforto per organizzare la nostra mente . La motivazione di una mente compassionevole è alleviare il disagio e la sofferenza e possiamo farlo ponendo attenzione ai pensieri, emozioni e comportamenti di quel bambino ferito. La compassione non vuol dire essere morbidi. Dobbiamo andare là dove c’è il nostro dolore in modo da accoglierlo e trovare la guarigione; questo richiede forza, impegno e coraggio. È importante, in effetti, tenere a mente che quando parliamo di conforto, questo non vuol dire mandar via. Piuttosto, vuol dire creare uno spazio interiore in cui capire, accettare. È questo il lavoro di ripristino psicologico. La compassione non vuol dire sublimare il proprio dolore e cercare di diventare quasi un essere angelicato. La compassione vuol dire immergersi nel dolore della propria vita, accoglierlo e accettarlo affinchè ciò possa essere utile e consentirci di avviarci verso la guarigione. Chiunque pensi che la compassione sia morbidezza o debolezza ha frainteso il concetto.
Quando siamo motivati ad alleviare il nostro dolore e la nostra sofferenza, possiamo usare la nostra mente compassionevole per aiutarci ad affrontare gli eventi di vita traumatici. Possiamo comprendere le nostre storie con compassione e cominciare a riconoscere che quella è solo una versione di noi. Se lasciamo andare il senso di colpa, possiamo cominciare a usare la mente compassionevole per sviluppare un’altra versione di noi stessi e andare oltre il trauma.
Quando noti che sei nella modalità di minaccia, prenditi un momento per ricordare che la vita è migliore e più sopportabile quando la guardiamo con una mente compassionevole.
Riferimenti
Lee, D. (2012). Recovering from Trauma using Compassion Focused Therapy. London: Robinson
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