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Una linea del ricordo che unisce

Il ricordo forma il vero nucleo centrale della nostra identità e aiuta  a definire noi stessi come esseri umani. Anche se non devono essere necessariamente accurati o permanenti, i ricordi funzionano come un magnete che ci guida attraverso le nuove situazioni. I ricordi ci aiutano anche a offrire un contesto per le nostre esperienze così da poter essere in grado di pianificare con sicurezza i passi successivi. In sostanza, è attraverso i ricordi che troviamo la nostra strada nel mondo.

I problemi e le difficoltà che sorgono quando ci dedichiamo a nuovi hobby, quando impariamo nuovi passi di danza, quando ci rapportiamo a sconosciuti o impariamo nuovi concetti, possono essere direttamente correlati alla mancanza di modelli, precedentemente stabiliti, intorno ai quali organizzare nuove informazioni e nuove esperienze.

La memoria, quando ridotta alla sua funzione più vitale, ha a che fare con l’assicurarsi un futuro scegliendo selettivamente dal passato e costruendolo su quello che funziona, cercando di non ripetere le risposte deleterie o dannose. In sostanza, chi ha subìto un trauma dovrebbe assicurarsi un futuro che sia influenzato, ma non costretto, dalla nostra storia.

Attraverso la memoria manteniamo un filo di continuità che collega il presente al passato. In questo continuo processo di confronto tra somiglianze e differenze, tra minacce da una parte e sicurezza dall’altra, così come tra importanti traguardi e fallimenti, noi dovremmo prendere elementi e riorganizzarli per modellare il nostro presente e le scelte da fare. In questo modo, tenderemo a creare un futuro più adattivo, rinforzante e benefico del nostro passato.

Riferimenti

  • Levine, P.A. (2015). Trauma and Memory. Brain and body in a search for the living past. North Atlantic Books
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