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L’elaborazione delle memorie traumatiche

Come abbiamo visto, il trattamento del trauma prevede 3 fasi: la prima di stabilizzazione, la seconda di elaborazione dei vissuti traumatici e la terza di integrazione e promozione di una vita serena.

Il lavoro nella fase 2 è focalizzato sull’affrontare i ricordi traumatici, preferibilmente uno alla volta. La decisione di passare a questa fase deve essere presa congiuntamente da terapeuta e paziente. Il terapeuta deve essere responsabile della sicurezza che consiste anche nell’impedire a un paziente, deciso a passare a questa fase, di farlo prima di avere la stabilità e la resilienza necessarie per affrontare le memorie traumatiche con successo. E, ovviamente, il terapeuta deve rispettare anche i tempi e la volontà del paziente che può non sentirsi pronto a ritornare sul passato. Comunque, quando il survivor è davvero stabile e sicuro, in accordo con il terapeuta, l’elaborazione delle memorie traumatiche può rivelarsi molto utile.

Vi sono molte alternative su come affrontare i ricordi traumatici in fase 2.  È consigliabile per il terapeuta, piuttosto che aderire a rigide procedure evidence-based, adattare la propria cassetta degli attrezzi professionali alla persona che ha davanti. È importante che il terapeuta abbia varie tecniche tra cui scegliere perché nel trauma nessuna è adattabile a tutti i pazienti. È bene ricordare che, a prescindere da quanto sia valido il metodo, e in effetti molti lo sono, non esiste una tecnica universale per tutti.

Alcuni metodi mirano a desensibilizzare la memoria attraverso esposizioni ripetute; altri elaborano i ricordi in piccole parti; altri ancora fanno più un lavoro concentrato sugli effetti del trauma sul corpo. Tutti, comunque, in un modo o in un altro, cercano di affrontare come il trauma impatta sul fisico, sulla mente e sulla psiche.

Un altro motivo per cui il terapeuta dovrebbe avere la competenza su una molteplicità di tecniche è la tendenza dei pazienti a guardare i metodi più recenti di cui hanno sentito parlare o di terapeuti che spesso sono limitati dalle loro competenze cliniche. Non dimentichiamo, infine, che il fattore più importante di una terapia di successo è la relazione terapeutica.

Riferimenti

  • Rotschild, B. (2017). The body remembers. Vol. 2. Norton & Company
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