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I disturbi post traumatici complessi

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Distinguere vari tipi di disturbi post traumatici significa, in qualche modo, sminuire la complessità intrinseca dei criteri di ricerca del PTSD.

Il PTSD in sé è uno spettro biopsicosociale complesso e dinamico con varie manifestazioni personali e interpersonali e può apparire sotto forma di differenti configurazioni strutturali in momenti diversi (Wilson, Friedman, & Lindy, 2002).

Il PTSD ha sintomi e disfunzioni che si sovrappongono ad altri disturbi dell’Asse I, pur avendo una sua integrità sindromica (Elhai, Grubaugh, Kashdan, & Frueh, 2007). Porre particolare attenzione ai criteri diagnostici del PTSD e di altri disturbi permette dunque un’accurata diagnosi differenziale.

Secondo gli esperti dei disturbi post traumatici complessi, per concettualizzare e classificare questi disturbi e impedire che pazienti gravemente traumatizzati siano appesantiti da diagnosi stigmatizzanti è necessario un approccio sofisticato basato sul trauma. Deve essere somministrato ai pazienti un trattamento basato sull’evidenza scientifica e la conoscenza clinica (Herman, 1992, van der Kolk et al., 2005).

Resta comunque ancora un dibattito aperto − sottoposto a verifiche empiriche da parte di clinici, teorici e ricercatori − se i disturbi post traumatici complessi debbano essere identificati in un’unica diagnosi, oppure in due diagnosi complementari, per adulti e bambini (ad esempio, DESNOS  e DTD  oppure ancora in una serie di caratteristiche cliniche distinte che non necessariamente sono presenti in tutti i casi (ad esempio, disregolazione emotiva, dissociazione strutturale, disregolazione somatica, attaccamento disorganizzato, ecc.).

Sono comunque stati delineati i domini critici dei disturbi post traumatici complessi, ad esempio le alterazioni della mente, dell’emozione, del corpo e delle relazioni che caratterizzano tutti i modelli concettuali del trauma complesso. Ora la sfida per i clinici e i ricercatori è capire ciascun dominio abbastanza bene da essere in grado di fare quanto segue:

  • Valutare accuratamente ciascun dominio: riconoscere le forme nucleari di autoregolazione e disregolazione, quando presenti, senza essere distratti, confusi, o ingannati da pregiudizi diagnostici o concettuali, abitudini o preconcetti
  • Comprendere in che modo la disregolazione in ciascun dominio derivi dal trauma complesso (per cogliere il modo in cui la persona sta al mondo, fino al punto di vederla nel contesto, soprattutto per distinguere tra componenti adattive dell’esperienza e della personalità e adattamenti patologici che le fratture traumatiche dello sviluppo e dell’attaccamento hanno richiesto al survivor)
  • Pianificare e condurre interventi che mettano la persona nelle condizioni di sviluppare capacità di autoregolazione in ciascun dominio, ovvero utilizzare tecniche e approcci per modellare e insegnare abilità che replichino, ma non sostituiscano, le opportunità evolutive che la persona non è riuscita a cogliere o che sono state alterate dal trauma (Ford, Courtois, van der Hart, Nijenhuis, & Steele, 2005)

Pertanto nella psicoterapia dei disturbi post traumatici complessi, non vi è una separazione tra relazione/alleanza terapeutica e “interventi” terapeutici perché ognuno è semplicemente una lente differente per vedere e comprendere un unico processo terapeutico: la riparazione e il recupero di uno sviluppo adattivo della persona. Questo non è un tentativo sconclusionato di “sentirsi bene”: piuttosto, è un intervento molto delicato, deliberato, preciso e consapevole rivolto a una persona la cui vita è sia figurativamente che letteralmente in equilibrio. L’opportunità di assistere un altro essere umano nel percorso volto a intraprendere i più fondamentali atti di apprendimento e di crescita psicologica − atti negatigli dal vissuto di eventi traumatici − rappresenta la consacrazione della fiducia da parte sia del terapeuta che del paziente e richiede una dedizione straordinaria da un punto di vista mentale, emotivo, spirituale ed etico.

Riferimenti

  • Courtois, C.A & Ford, J.D. (Eds). (2009). Treating Complex Traumatic Stress Disorders. The Guilford Press
  • Elhai, J., Grubaugh, F., Kashdan, T., & Frueh, C. (2007). Empirical examination of a proposed refinement to posttraumatic stress disorder’s symptom criteria using the National Comorbity Survey Replication data. Journal of Clinical Psychiatry, 68, 1-6
  • Ford, J.D., Courtois, C.A., van der Hart, O., Nijenhuis, W., & Steele, K. (2005). Treatment of complex post-traumatic self-dysregulation. Journal of Psychiatric Intensive Care, 18, 437-447
  • Herman, J.L. (1992). Trauma and recovery. Basic Books
  • Van der kilk, B.A., Roth, S., Pelcovitz, D., Sunday, S., & Spinazzola, J. (2005).  Disorders of extreme stress: the empirical foundation of a complex adaptation to trauma. Journal of Traumatic Stress, 18, 389-399
  • Wilson, J.P., Friedman, M.J., & Lindy, J.D. (2002). Treatment goals for PTSD. In J.P. Wilson, M.J., Friedman, & Lindy, J.D. (Eds.) Treating psychological trauma and PTSD (pp. 3-27). The Guilford Press
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