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L’attaccamento

L’attaccamento può essere considerato come una colla che tiene insieme la relazione bambino-caregiver. Influenza il modo in cui vediamo noi stessi in rapporto agli altri nelle nostre vite, così come il modo in cui effettivamente rispondiamo a nuove persone, come percepiamo e agiamo in base ai nostri bisogni e a quelli degli altri, e come regoliamo la nostra reazione davanti ai contrattempi e alle sfide.

L’attaccamento si forma nell’infanzia e continua a svilupparsi per tutta la vita. I due principali stili di attaccamento descritti da Mary Ainsworth sono l’attaccamento sicuro e l’attaccamento insicuro.

I bambini con attaccamento sicuro sono disponibili e in grado di comunicare, giocare ed esplorare. Si fidano che il caregiver dia loro supporto se diventano stressati o provano disagio. La loro capacità di autoregolazione consente di tollerare momenti occasionali di ansia o di difficoltà di vita e si sentono sicuri che, se questi momenti dovessero risultare eccessivi, saranno aiutati.

I bambini con attaccamento insicuro, invece, si preoccupano dell’attaccamento e dello stress. Possono evitare del tutto la vicinanza, essere ambivalenti rispetto a essa, o sperimentare attaccamento disorganizzato. Non sono disposti a comunicare, giocare ed esplorare. I bambini con un attaccamento evitante sembrano non fidarsi degli altri per ricevere conforto o sostegno.

I bambini che hanno un attaccamento ambivalente possono sembrare allo stesso tempo vicini e arrabbiati. Potrebbero avere difficoltà a calmarsi e avere bisogno di tanto tempo per ridurre la loro sofferenza. I loro caregiver possono essere stati incostanti – a volte presenti, altre no – e questi bambini non si fidano che il conforto ricevuto possa essere costante o durare a lungo. Potrebbero velocemente diventare ansiosi e rimanere in questo stato più tempo.

L’attaccamento disorganizzato descrive lo stile di attaccamento di quei bambini che si sentono marcatamente insicuri ma che non rientrano né nell’attaccamento evitante né in quello ambivalente. I bambini potrebbero sviluppare un attaccamento disorganizzato se i caregiver sono stati in modo alternato invadenti e trascuranti o spaventanti. Il bambino così ha bisogno del genitore e, allo stesso tempo, lo teme.

Lo sviluppo dell’attaccamento e della comunicazione sono intrinsecamente connessi.

Una cura sensibile e presente fornita ai bambini aiuta a formare un attaccamento sicuro e li assiste a dare significato alle percezioni sensoriali, alle routine e ai contesti.

Quando il caregiver fa in modo che il bambino non sia sovrastato, questo sarà libero di imparare, comunicare ed esplorare. Al contrario, i bambini i cui caregiver sono meno in grado di aiutarli a gestire il sovraccarico e offrono meno opportunità per comprendere le esperienze, possono non essere capaci di interpretare l’ambiente circostante. Questi bambini avranno maggiore difficoltà a comprendere i loro e altrui sentimenti, a regolare le loro emozioni e il loro corpo.

Bambini ansiosi o anestetizzati non possono imparare bene e hanno meno risorse disponibili per l’interazione, la comunicazione e la regolazione.

Riferimenti

  • Yehuda, N. (2015). Communicating trauma. Routledge

Autore/i dell'articolo

Dott.ssa Antonella Montano

Dott.ssa Antonella Montano

  • Fondatrice e Presidente della Onlus Il Vaso di Pandora, la Speranza dopo il Trauma.
  • Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
  • Fondatrice e Direttrice dell’Istituto A.T. Beck per la terapia cognitivo-comportamentale di Roma e Caserta
  • Fondatrice e Vicepresidente CBT-Italia – Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Certified Trainer/Consultant/Speaker/Supervisor dell’ACT (Academy of Cognitive Therapy)
  • MBSR teacher. Expert Yoga Trauma teacher certificata Yoga Alliance®-Italia/International
  • Membro dell’IACP (International Association of Cognitive Psychotherapy)
  • Membro dell’ESTD (European Society for Trauma and Dissociation)

Dott.ssa Roberta Borzì

Dott.ssa Roberta Borzì

  • Componente del comitato scientifico della Onlus Il Vaso di Pandora, la Speranza dopo il Trauma.
  • Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.
  • Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR.
  • Socio Fondatore CBT-Italia – Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

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