vai al contenuto principale

Esercizio per parlare al bambino

  • News

Molti di noi hanno interiorizzato messaggi critici genitoriali che continuano a dirci, ad esempio, che non siamo amabili, o bravi, che non facciamo abbastanza, che siamo stati o saremo sempre una delusione. Sviluppare una nuova voce che si prenda cura del bambino dentro di noi è un modo per controbilanciare questi messaggi.

Oggi, quella voce e i suoi messaggi non fa altro che limitarci e tenerci bloccati nel passato. Questo ci impedisce di creare un nuovo futuro, in grado di calmarci, rassicurarci e incoraggiarci ad andare avanti secondo quello che sentiamo ci fa bene.

 

Rivolgi a te stesso le seguenti domande:

 

  1. Comincia a chiederti se conosci qualcuno che ha avuto o che ha delle qualità accudenti? Può essere chiunque, una persona reale, di fantasia, un personaggio di un libro o di un film.
  2. Quando hai individuato questa persona, portala alla mente e permettile di entrare dentro di te. Cerca di immaginarla, raffigurarla nel suo aspetto accudente meglio che puoi. Come appare? Cosa sta facendo? Forse canta la ninna nanna a un bambino, accarezza i suoi capelli? Usa un tono di voce calmo, quando il bambino è spaventato? Gli prepara il suo pasto preferito? Gli legge una favola? Lo ascolta? Immagina qualsiasi cosa reputi opportuno che faccia per te in questo momento.
  3. Permetti, con calma, a questa scena di accudimento di diventare il più vivida possibile. Ascolta davvero le parole che dice e il tono della sua voce.
  4. Ora, immagina di essere una delle persone della scena, o il bambino o la figura accudente, scegli quello che in questo momento senti più adatto a te. Come ti fa sentire essere quel bambino accudito? Che emozioni provi? Come si sente il suo corpo? Se, invece, hai scelto di essere la figura accudente prova ad assumerne il ruolo. Incarnalo davvero per qualche minuto e chiediti “cosa posso fare per questo bambino? Di cosa ha bisogno questo bambino?”. Prova ad abbracciarlo e farlo sentire al sicuro tra le tue braccia.
  5. Ora torna al passato e immagina un momento in cui ti stavi criticando. Ascolta le parole che ti sei detto e i sentimenti che queste parole ti hanno procurato. Ricordati come si sentiva il tuo corpo.
  6. Ora in modo consapevole cambia la voce da critica ad accudente, sia nelle parole che nel tono. Rivolgiti alle necessità di quel bambino, ascolta quello di cui ha bisogno.
  7. Nota ora come ti fa sentire rivolgerti con compassione e gentilezza piuttosto che con autocritica. Come si sente il tuo corpo? Quali sono le tue emozioni?
  8. Pratica questo in immaginativo tutte le volte che vuoi per alcuni minuti.
  9. La prossima volta che ti accorgi di usare una voce critica, ancora una volta in modo consapevole trasformala in una più accudente, sia nelle parole che nel tono, come hai imparato a fare. Ma, cosa più importante, ascolta i bisogni di quel bambino.
  10. Pratica il cambio della voce tante volte quante sei in grado di fare, più che puoi, in ogni occasione di autocritica.

Riferimenti

  • Curran, L.A. (2013). 101 Trauma-Informed Interventions. Activities, Exercises and Assignments to Move the Client and Therapy Forward. Eau Claire: PESI Publishing & Media
Torna su