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Il problema rilevante è: “come impariamo a regolare la nostra esperienza emotiva nel corso dello sviluppo?”

A partire da un anno di vita ogni bambino inizia a regolare, in modo abbastanza individualizzato, la propria esperienza emotiva e questo tipo di regolazione è detto, nel caso in cui venga attivato il sistema di attaccamento, pattern di attaccamento inteso come “stili personali di regolazione delle emozioni”.

Durante il primo anno di vita il bambino incamera nella propria memoria implicita le strategie di regolazione delle emozioni.

Cosa si intende per memoria implicita?

È quella forma di memoria a cui non possiamo accedere consapevolmente. Non siamo in grado di raccontare a qualcun altro un’esperienza sensoriale o motoria che viene immagazzinata in questa forma di memoria. Per esempio una forma di memoria implicita è quella che viene conservata nel momento in cui si impara a scrivere o si impara ad eseguire un movimento sofisticato come per esempio andare in bicicletta.

Cosa si intende per regolazione dell’emozione?

Facendo un breve cenno alla storia della psicologia, per gli psicoanalisti, il concetto di regolazione delle emozioni è così inteso: “il modo in cui sono state introiettate le figure significative che hanno giocato un ruolo importante negli scambi emozionali”. Mentre per i cognitivisti tale concetto è così inteso: “se il soggetto cambia il suo modo di pensare cambia anche l’esperienza emozionale”

E’ possibile rispondere alla domanda con cui abbiamo iniziato il paragrafo grazie ad un’indagine sperimentale solida, rappresentata dalla ricerca empirica sull’attaccamento.
La ricercatrice più importante in questo ambito è sicuramente Mary Ainsworth che osservò il comportamento di attaccamento nei bambini e notò che questo si manifesta con una serie di comportamenti volti a mantenere la vicinanza alla madre: il bambino piange quando la madre si allontana, sorride quando torna, non appena riesce a gattonare la segue negli spostamenti, ed è in grado di distinguerla dagli estranei.
Questa serie di comportamenti può essere considerata come un bagaglio comportamentale innato che ha lo scopo di mantenere la prossimità della figura di accudimento, che in termini evolutivi significa favorire la sopravvivenza del piccolo non ancora autonomo.

La Strange Situation

I maggiori progressi nello studio dell’attaccamento nei bambini si deve allo sviluppo della Strange Situation (Ainsworth, Marvin, 1995), una situazione sperimentale volta ad attivare il sistema di attaccamento nei bambini in un ambiente non familiare.
Attraverso i suoi studi, che costituiscono una delle glorie della psicologia contemporanea, è stato possibile non solo tipizzare gli stili di attaccamento che si producono nel corso del primo anno di vita, ma anche dimostrare che essi sono correlabili agli atteggiamenti del genitore verso le richieste di attaccamento del bambino.

Anni di ricerca non solo sui bambini attraverso la Strange Situation ma anche sugli adulti grazie all’utilizzo dell’ Adult Attachment Interview (A.A.I.) (intervista rivolta agli adulti e che indaga le memorie di attaccamento); è stato dimostrato che tali pattern:

• Tendono a mantenersi stabili nel corso dello sviluppo, fino all’età adulta;

• In riferimento agli atteggiamenti di chi dà durevolmente cura sono specifici per ogni relazione in cui il bambino è impegnato, e possono dunque essere diversi con le diverse figure di attaccamento;

• Nel corso dello sviluppo, tendono a tradursi in atteggiamenti e stati mentali riguardanti le esperienze di attaccamento, il modo di valutarle e il modo di esprimere le emozioni tipiche dell’attaccamento.

Al termine del primo anno di vita la maggior parte dei bambini ha organizzato il proprio comportamento di attaccamento.

BIBLIOGRAFIA

Ainsworth, M.D.S., Marvin R. On the Shaping of Attachment theory and Research: an interview with Mary D.S. Ainsworth. Monographs of the Society for Research in Child Development, April 1995

Ainsworth M.D.S . Modelli di attaccamento e sviluppo della personalità
RAFFAELLO CORTINA EDITORE. Anno 2006

Bowlby J. Una base sicura- applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento RAFFAELLO CORTINA EDITORE. Anno 1996