info@ilvasodipandora.org

GRUPPI DI AUTO-MUTUO AIUTO

I professionisti psicoterapeuti non sono le uniche fonti da cui si può ricevere aiuto. Uno strumento importante nel processo terapeutico è partecipare a gruppi di auto-mutuo aiuto, dal momento che il “senso comunitario” attenua l’isolamento, aiuta a sentirsi meno diversi e ha un grande potere trasformativo. Potrete trovare delle persone che hanno avuto esperienze simili alle vostre o che presentano gli stessi sintomi ed emozioni che vi affliggono. I membri di un gruppo possono supportarsi a vicenda, comunicare tra loro, ispirare e guidare chi è in difficoltà.

 

Il processo di guarigione prevede necessariamente la costruzione di nuovi legami, perché in molti casi “l’arena” del trauma è stata la relazione. L’esperienza traumatica, infatti, avviene il più delle volte nel contesto delle relazioni, quindi la ricostruzione di un saldo senso di sicurezza con gli altri può dissolvere la paura di essere di nuovo feriti.

 

La paura, la colpa, la vergogna, sono tutte emozioni che non consentono facilmente di comunicare e raccontare la nostra storia nella vita di tutti i giorni, soprattutto quando si pensa che mai nessuno potrà capire davvero quello che si è vissuto e quello che si vive ancora ogni giorno. Spesso, infatti, alla sofferenza per l’esperienza traumatica che è accaduta o che, in alcuni casi, si sta ancora verificando nella vita si aggiunge quella legata ai pensieri e alle credenze sulle persone che ci circondano. Per esempio si pensa che nessuno possa davvero capire cosa si sta provando, o che non ci sia qualcuno di cui ci si possa fidare o che possa essere interessato davvero a noi.

 

I gruppi di auto-mutuo aiuto consentono di scoprire che non si è soli e che si può appartenere nuovamente a qualcosa. La condivisione aiuta il processo di accettazione di se stessi e della propria storia di vita.

 

I gruppi di auto-mutuo aiuto non vengono costituiti con la finalità di esplorare e indagare il trauma del sopravvissuto in maniera profonda e dettagliata, perché in questo caso l’aspetto terapeutico è il sostegno reciproco e la condivisione all’interno del gruppo. Grazie al confronto costante tra i partecipanti, è possibile individuare i sintomi comuni che causano sofferenza quotidiana, per poi poter confrontare e condividere le strategie migliori per gestirli e non alimentarli. Ciò consente di sviluppare le abilità e le risorse di ciascuno all’interno di un contesto caratterizzato da fiducia reciproca e che garantisca sicurezza e validazione.

 

Esistono varie tipologie di gruppi, come quelli rivolti a specifici disturbi associati al trauma (le dipendenze, il disturbo dissociativo dell’identità, il disturbo bipolare, ecc.) o dedicati a particolari traumi (incesto, stupro, esperienze vissute dai veterani di guerra, ecc.). Creare un gruppo virtuale, qui, sulla rete, permette di trovare aiuto, confronto, permette di abbattere il muro del silenzio, di condividere la propria esperienza, i propri dubbi, le proprie paure, permette di non sentirsi soli in questo cammino di guarigione.

 

Costruire nuovi rapporti con gli altri consente di ritrovare la fiducia e un senso di sicurezza che erano stati “danneggiati” al momento del trauma, aiutando il sopravvissuto a intraprendere un cammino in cui possa ricominciare a prendersi cura di sé, lungo un percorso che includa la creazione di nuovi e riparatori legami con gli altri.