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Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)

La tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing – Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari) si è sviluppata a partire dalla fine degli anni Ottanta e rappresenta una delle tecniche maggiormente raccomandate per trattare il trauma, stante la sua comprovata efficacia (basti pensare che studi sperimentali hanno riscontrato la sua efficacia già dopo poche sessioni di trattamento nei casi di sopravvissuti a un singolo evento traumatico).

Il protocollo d’intervento prevede, durante la focalizzazione di alcuni elementi del ricordo traumatico, una “stimolazione bilaterale” che consiste nel muovere gli occhi da destra a sinistra seguendo le dita del terapeuta, ma che può anche prevedere un tamburellamento (da destra a sinistra) su alcune parti del corpo o l’ascolto di suoni alternati (da destra a sinistra) presentati alle orecchie.

L’assunto di base è che l’EMDR attivi il sistema cerebrale deputato al processamento dell’informazione relativa all’intensa esperienza traumatica che il cervello, fino a quel momento, non è stata in grado di processare e neutralizzare. Una volta avuto accesso e riprocessati i contenuti (quindi, una volta diminuite le conseguenze emotive “fuori controllo” associate alle memorie traumatiche), questi possono essere “archiviati” come normalmente avviene per le memorie dichiarative. L’EMDR lavora su diversi canali: sensazioni, immagini, pensieri ed emozioni associati ai contenuti negativi della memoria traumatica. Il ricordo viene sistematicamente “depurato” da ciò che risulta doloroso ed emotivamente travolgente; allo stesso tempo vengono sbloccate le memorie positive che aiutano a completare il quadro dell’evento, modificandone le emozioni complessive associate. Questo processo aiuta la persona ad accedere a nuovi pensieri/credenze e a percepirsi in maniera positiva.

L’effetto di distanziamento prodotto dalla stimolazione bilaterale fornisce alla persona la possibilità di focalizzarsi sulle memorie traumatiche senza esserne sopraffatta, poiché l’obiettivo non è quello di “rivivere” (catarsi) l’esperienza traumatica (Lee e Cujpers, 2015) ma di riprendere alcune informazioni e immagini del ricordo originale per elaborarle, creando nuove connessioni funzionali, al fine di renderle adattive nel presente.

E’ molto importante sottolineare che l’EMDR deve essere effettuata da un professionista che abbia una lunga esperienza sull’utilizzo di questa tecnica.