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Le maschere indossate dagli uomini sopravvissuti

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Le maschere hanno molte funzioni. Ti puoi nascondere dietro di esse, puoi mascherare o abbellire te stesso, oppure puoi usarle per raggiungere l’effetto desiderato. Molti uomini sopravvissuti, poiché detestano quello che provano nell’essere i “veri” se stessi, coltivano con cura un’altra immagine di sé, una che sentono più accettabile, attraente, o che pensano possa proteggerli.

Lo scopo dell’assunzione di queste identità è di nascondere quello che i sopravvissuti pensano siano i propri difetti caratteriali, forieri di vergogna, e “ingannare” così le altre persone.

Il problema con le maschere è che nascondono il positivo come il negativo. Sono rigide e immutabili. Appaiono sempre nello stesso modo e chi le indossa sembra avere sempre le stesse reazioni in tutte le situazioni.

Una maschera può anche offrire indizi su quello che vi si nasconde dietro.

Gli uomini sopravvissuti indossano un’ampia varietà di immagini. Le più familiari includono:

  • Spaccone: riempie la stanza con le parole, pezzi di discorsi, senza lasciare spazio a nessuno, così da non far penetrare le sue deboli difese
  • Minaccioso: silenzioso e furioso, presenta un’immagine cupa di una violenza a malapena repressa e un’ostentata forza fisica
  • Invisibile: così silenzioso e in grado di eclissarsi. Sembra scomparire davanti agli occhi di tutti
  • Intimidatorio: intelligente, superficiale, scaltro, sagace e con un umorismo così tagliente che nessuno osa sfidare le sue barriere verbali
  • Arrabbiato: emana rabbia, criticismo e intolleranza, attacca per evitare di essere attaccato
  • Oltraggioso: sconvolge con le parole, con il modo di apparire, o con il comportamento, usa la bizzarria per crearsi barriere protettive
  • Accomodante/calmante: è così gentile, premuroso, accudente e collaborativo che tutta l’attenzione viene diretta ad altre persone
  • Comico: conta su superficialità, chiacchiere e cose di poco conto per distrarre dal proprio dolore sottostante
  • Tragico: la Causa Persa. Presenta un’immagine di disabilità così grave che nessuno è motivato a cimentarsi in un compito così difficile come aiutarlo
  • Pollyannico: la rosea finzione che tutto sia semplicemente fantastico, bello e facile, questa maschera di solito è fatta del materiale più inconsistente
  • Orsetto Teddy: la calda, confortante, amorevole, amorfa e solitamente asessuata creatura, che è l’opposto del Minaccioso
  • Accademico: si ritira nella propria testa per evitare il rischioso contatto con le emozioni, spesso prendendo la forma di scrittore, letterato, o analista

Probabilmente, tutte queste maschere sono note agli uomini sopravvissuti. Quello che hanno in comune è che permettono di instaurare una relazione. Ci impediscono, però, di conoscere i nostri veri alleati. Fortunatamente queste maschere tendono a essere inconsistenti.

Poiché sono fatte di materiali fragili, i travestimenti si dissolvono quando vengono esposti a potenti concentrazioni di attenzione e sostegno. Man mano che si trascorre del tempo insieme, le maschere si fanno sempre più trasparenti, tanto che anche la persona che le indossa può ingannare se stessa sul fatto che la maschera stia effettivamente funzionando.

In realtà le maschere vengono mostrate al mondo con la speranza che le persone possano trapassarle, andare oltre. Si prova un enorme sollievo nel lasciarle cadere e nel rivelare la reale bellezza dietro di esse.

Riferimenti

  • Lew, M. (2004). Victims no longer. The classic guide for men recovering from sexual child abuse. Harper Perennial