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Somatizzazione nel trauma

Molto comune tra i sopravvissuti a un trauma è la presenza di sintomi fisici inspiegabili e non riconducibili a cause organiche. Con il termine somatizzazione si descrive lo sviluppo e la cronicizzazione di alcuni problemi fisici per i quali non viene individuata alcuna causa da parte dei medici e dei professionisti della salute. Questi sintomi producono una grande sofferenza in chi ne è affetto e possono essere anche molto debilitanti.

L’ampia costellazione che viene solitamente riferita appartiene a quattro grandi categorie:

  1. Sintomi dolorosi, come cefalea, mal di schiena, dolori muscolari, dolore alle anche e agli arti, ecc.
  2. Sintomi gastrointestinali, come gastrite, colite, diarrea, nausea, ulcera, sindrome del colon irritabile, intolleranze alimentari, ecc.
  3. Sintomi sessuali, come ridotto interesse per l’attività sessuale, dolore durante il rapporto sessuale, dolore pelvico cronico, disturbo dell’erezione, disturbi dell’orgasmo, ecc.
  4. Sintomi pseudo-neurologici, come vertigini, capogiri, problemi nell’equilibrio e nella coordinazione, debolezza, amnesia, spasmi, tremori, paralisi, intorpidimento in alcune parti del corpo, riduzione del volume della corteccia visiva bilaterale, cecità temporanea, perdita del gusto e dell’olfatto, afonia, ecc.

In molti casi la somatizzazione è associata alla presenza di altre conseguenze psicologiche tipiche del trauma come la depressione, i disturbi d’ansia (come gli attacchi di panico), il PTSD e la dissociazione.

Numerosi studi suggeriscono, dunque, che la presenza di esperienze avverse precoci nella vita degli individui, come storie traumatiche di abusi sessuali, fisici ed emotivi, contribuisce allo sviluppo della somatizzazione in età adulta (Waldinger et al., 2006).

L’esposizione all’evento traumatico determina, quindi, una vera e propria “vulnerabilità somatica” nella vittima che, vivendo in un costante stato di allerta e di minaccia alla sua incolumità, inizia a manifestare una serie di sintomi nel proprio corpo.

Inoltre, secondo alcuni autori, i sintomi fisici rappresentano una forma inconsapevole di comunicazione del dolore e della sofferenza emotiva subita, poiché molte vittime non sono in grado di descrivere a parole le loro esperienze traumatiche. Molti sopravvissuti, infatti, non hanno consapevolezza della sofferenza psicologica, ma solo del disagio e del malessere fisico. Il sintomo fisico, quindi, consentirebbe alla persona di preoccuparsi di qualcosa di reale e concreto piuttosto che della sofferenza emotiva, più difficile da raccontare, gestire e accettare.

Un’altra spiegazione del legame tra somatizzazione e trauma è che un bambino abusato sviluppa ben presto l’aspettativa che gli altri non risponderanno ai suoi bisogni affettivi e di accudimento e che non riceverà alcun aiuto per lenire la propria sofferenza, quindi inizierà a ricercare l’aiuto di cui ha bisogno richiedendo attenzione sui propri sintomi fisici (Waldinger et al., 2006).

Nella maggior parte dei casi, i trattamenti medici e farmacologici tradizionali non sono risolutivi per questi sintomi, la cui origine è di natura psicologica/traumatica.

Gli approcci  che vantano un’efficacia evidence-based, in aggiunta alla TCC per il trauma, sono il Trauma-Sensitive Yoga, la Terapia Senso-Motoria e la Mindfulness (p.e.,  Jackson et al., 2009; Fjorback et al., 2013; Emerson, 2015).

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Riferimenti

  • Emerson, D. (2015). Trauma-Sensitive Yoga in Therapy. Bringing the Body into Treatment. New York – London: W.W. Norton & Company
  • Fjorback, L.O., Arendt, M., Ornbøl, E., Walach, H., Rehfeld, E., Schröder, A. & Fink, P. (2013). Mindfulness therapy for somatization disorder and functional somatic syndromes: randomized trial with one-year follow-up. Journal of Psychosomatic Research, 74(1): 31-40.
  • Jackson, J.L., George, S. & Hinchey, S. (2009). Medically unexplained physical symptoms. Journal of General Internal Medicine, 24(4): 540-542.
  • Waldinger, R.J., Schulz, M.S., Barsky, A.J. & Ahern, D.K. (2006). Mapping the Road From Childhood Trauma to Adult Somatization: The Role of Attachment. Psychosomatic Medicine, 68: 129-135.