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Amnesia Dissociativa e abuso sessuale infantile

Esperienze traumatiche avvenute nell’infanzia, in particolar modo l’abuso fisico e/o sessuale grave, frequente e violento, possono causare l’amnesia dissociativa. La persona, infatti, non riesce a ricordare importanti informazioni autobiografiche che, nella maggior parte dei casi, sono quelle di natura traumatica e stressogena.

Tipi di amnesia dissociativa

L’amnesia dissociativa può essere circoscritta o generalizzata. Nel primo caso si manifesta un’incapacità di ricordare eventi traumatici e non relativi a un periodo specifico della propria vita (p.e., mesi o anni in cui si sono presentati gli abusi infantili) o solo una parte degli eventi di quel periodo (amnesia selettiva).

Nel secondo caso, più raro, si assiste a una completa perdita di memoria della propria storia personale, per cui gli individui possono persino arrivare a dimenticare la propria identità.

Si può presentare anche il fenomeno detto “fuga dissociativa”, ovvero un viaggio intenzionale o un vagare disorientato associati ad amnesia per la propria identità o per altre importanti informazioni autobiografiche (APA, 2013).

Il disturbo è spesso associato ad altri sintomi psicologici come PTSD, depressione, disturbi d’ansia (come gli attacchi di panico), ecc.

Amnesia e abuso

Le ricerche cliniche hanno mostrato che le vittime di abuso sessuale infantile presentano frequentemente sintomi di amnesia (dal 19% al 62% dei casi) e che i bambini cronicamente abusati possono dimenticare interi periodi della loro infanzia, arrivando a non evocare ricordi fino ai 9 anni.

L’amnesia rappresenta una risposta adattiva all’abuso infantile, in quanto consente al bambino di difendersi dal dolore sia psicologico che fisico, aiutandolo, per esempio, a vivere quotidianamente a stretto contatto con il proprio genitore abusante (Wolf & Nochajski, 2013).

Bisogna sottolineare che il ricordo delle esperienze traumatiche è comunque presente e disponibile nella mente del sopravvissuto, solo che non è accessibile alla consapevolezza, a causa di un meccanismo (protettivo) di evitamento della sofferenza associata alla memoria traumatica. Tuttavia, le informazioni a cui la persona non ha accesso diretto influenzano comunque le sue reazioni emotive e i comportamenti della vita di tutti i giorni, perché “se il ricordo di un trauma è fuori dalla campo della consapevolezza non vuol dire che esso non ci sia nella mente” e anche nel corpo, nelle emozioni e nelle sensazioni di un sopravvissuto (Spiegel et al., 2011).

Per Edwards e collaboratori (2001 p.260), l’amnesia non è solo un deficit cognitivo ma una vera e propria distruzione/alterazione della comprensione di se stessi, perché perdere i nostri ricordi è come perdere noi stessi. Quindi i sopravvissuti ad abusi infantili con amnesia dissociativa non hanno un senso di sé costante nel tempo, non hanno un’auto-definizione stabile e continuativa.

L’approccio della dissociazione strutturale ritiene che nelle persone con amnesia dissociativa vi sia una personalità apparentemente normale (ANP) dominante e che, occasionalmente, vi siano delle intrusioni della personalità emotiva (EP), che giustificherebbero la presenza di aspetti di dissociazione più complessi, oltre all’amnesia, come stati spontanei di trance e di regressione d’età, analgesia, autolesionismo, impulsi e gesti aggressivi o suicidari (van der Hart et al., 2011).

Trattamenti

I trattamenti raccomandati per l’amnesia dissociativa sono l’EMDR, la TCC centrata sul trauma e il trattamento a più fasi della dissociazione strutturale.

Se vuoi un ulteriore approfondimento sulle terapie più efficaci vai alla sezione trattamenti.

Riferimenti

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5. Washington, D.C.: American Psychiatric Association.
  • Edwards, V.J., Fivush, R., Anda, R.F., Felitti, V.J. & Nordenberg, D.F. (2001). Autobiographical memory disturbances in childhood abuse survivors. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 4(2): 247-263.
  • Spiegel, D., Loewenstein, R.J., Lewis-Fernandez, R., Sar, V., Simeon, D., Vermetten, E., Etzel Cardena, E. & Dell, P.F. (2011). Dissociative disorders in DSM-5. Depression and Anxiety, 28: 824-852.
  • van der Hart, O., Nijenhuis, E.R.S. & Steele, K. (2011). Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale. Milano: Raffaello Cortina.
  • Wolf, M.R. & Nochajski, T.H. (2013). Child Sexual Abuse Survivors with Dissociative Amnesia: What’s the Difference? Journal of Child Sexual Abuse, 22: 462-480.