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Disturbo Evitante di Personalità e abuso sessuale infantile (DEP)

Il Disturbo Evitante di Personalità (DEP) è molto frequente in chi ha avuto una storia di abusi infantili.

Quadro sintomatologico

Il DEP è costituito da un quadro sintomatologico caratterizzato principalmente da inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità alla valutazione negativa.

La paura del rifiuto e della ridicolizzazione da parte degli altri determina un marcato evitamento delle attività e delle situazioni sociali.

Le persone con DEP:

  • evitano attività lavorative che implicano un significativo contatto interpersonale per timore di essere criticate, disapprovate, umiliate o rifiutate;
  • sono riluttanti a entrare in relazione con persone a meno che non siano certe di piacere;
  • si giudicano socialmente inette, non attraenti e/o inferiori agli altri;
  • sono restie ad assumersi rischi personali o a impegnarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo potrebbe rivelarsi imbarazzante (APA, 2013).

DEP e neglect

Si è visto come il fattore che influenza maggiormente lo sviluppo del DEP sia la presenza di abuso emotivo e trascuratezza, o in termini tecnici neglect, ovvero l’assenza di protezione, cura e attenzione positiva da parte dei genitori, ma la letteratura scientifica mostra anche che le persone con DEP, rispetto a quelle con altri disturbi di personalità, riportano con maggiore frequenza storie di abuso infantile di natura fisica e sessuale.

Un’indagine effettuata su un campione di 584 persone, tutte di sesso maschile, ha mostrato che il 10.6% aveva riferito la presenza di abuso sessuale infantile e che il 10.4% aveva subìto sia abuso fisico che sessuale. Chi era stato abusato durante i primi anni di vita, indipendentemente dalla specifica tipologia dell’esperienza traumatica vissuta, presentava maggiori livelli di estraneazione e di distacco dagli altri e dalle proprie emozioni.

La teoria eziopatogenetica predominante suggerisce che le persone che, durante l’infanzia, vivono esperienze di violenza, abuso, rifiuto e isolamento iniziano a costruire delle aspettative pessimistiche su di sé e gli altri.

Lo sviluppo della personalità evitante, inoltre, è frutto dell’interazione tra le diverse forme di abuso e i fattori temperamentali pre-esistenti nell’individuo. Il temperamento è ciò che definisce le caratteristiche individuali “costituzionali”, ovvero innate, che determinano il modo in cui ciascuno reagisce alle esperienze e regola le proprie emozioni. Il DEP, nello specifico, è strettamente associato al fattore temperamentale denominato “inibizione comportamentale”, caratterizzato da: evitamento degli sconosciuti e delle novità, marcata timidezza, alte sensibilità e reattività ansiosa.

Il temperamento – in questo caso, il fattore di inibizione comportamentale – viene influenzato dalle esperienze traumatiche precoci e, a sua volta, influenza il modo di approcciare le esperienze della vita quotidiana, in cui le situazioni e gli altri sono percepiti come pericolosi e, quindi, da evitare. Questo processo di interazione tra la predisposizione temperamentale e i traumi infantili modellano e “cristallizzano” la personalità, causando il DEP in età adulta.

Trattamento

La TCC, la Schema Therapy e la DBT rappresentano un trattamento efficace anche per i sopravvissuti al trauma che presentano il DEP, oltre agli approcci terapeutici specifici per il trauma. Se vuoi un ulteriore approfondimento, visita la sezione relativa ai trattamenti.

Riferimenti

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5. Washington, D.C: American Psychiatric Association.
  • Miller, P. M. & Lisak, D. (1999). Associations between childhood abuse and personality disorder symptoms in college males. Journal of Interpersonal Violence, 14(6): 642-656 .
  • Tyrkaa, A.R., Wychea, M.C., Kellya, M.M., Pricea, L.H. & Carpentera, L.L. (2009). Childhood maltreatment and adult personality disorder symptoms: Influence of maltreatment type. Psychiatry Research, 165(3): 281-287.