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Disturbi del sonno e abuso sessuale infantile

I problemi del sonno, in particolar modo l’insonnia e gli incubi ricorrenti, rappresentano delle conseguenze negative a lungo-termine che interessano la maggior parte delle vittime di abuso sessuale.

Manifestazioni dell’insonnia

L’insonnia si manifesta in diverse forme:

  • Difficoltà di addormentamento;
  • Risvegli frequenti durante la notte con conseguente difficoltà di ri- addormentamento;
  • Risvegli precoci al mattino.

L’insonnia è associata all’attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e all’aumento di secrezione del cortisolo, quindi a una generale incrementata attività del sistema di risposta allo stress. L’attivazione cronica del sistema dello stress spiega perché gli insonni possono sviluppare molti problemi medici associati tipicamente allo stress a lungo termine: ipertensione, diabete da steroidi, danneggiamento del tessuto muscolare, disturbi psichiatrici e depressione del sistema immunitario.

Inoltre, è ormai ben documentata l’associazione tra la riduzione di ore di sonno notturno e l’obesità o la presenza di sovrappeso. La deprivazione di sonno, aumentando i livelli di ormoni dell’appetito, causa un maggiore introito calorico e, dunque, un aumento di peso.

Conseguenze

L’insonnia determina la diminuzione dei livelli di funzionalità diurna e un peggioramento dello svolgimento di compiti complessi che richiedono il reclutamento di attenzione e memoria. Negli insonni è stata riscontrata l’ipoattivazione della corteccia prefrontale durante l’esecuzione di compiti, che rappresenta una diretta conseguenza delle alterazioni nell’attività a onde lente (l’attività elettroencefalografica di sonno che garantisce la ri-organizzazione sinaptica necessaria per l’ottimale funzionamento cellulare e che consente un “guadagno” nella prestazione dopo una notte di sonno) che caratterizzano gli insonni.

La ricerca ha mostrato che una delle conseguenze diurne dell’insonnia è la maggiore probabilità di coinvolgimento in incidenti stradali degli insonni (da due a quattro volte di più rispetto ai soggetti senza insonnia). Tra gli importanti deterioramenti nel funzionamento della vita quotidiana degli insonni si rintraccia anche la compromissione della produttività lavorativa, stante il maggior assenteismo sul posto di lavoro, la diminuita concentrazione e la difficoltà di eseguire i compiti richiesti.

Altre manifestazioni presenti

L’insonnia è quasi sempre associata a stanchezza, disturbi dell’umore e disforia. Gli insonni, infatti, si sentono più irritabili, arrabbiati e confusi, e sperimentano marcata perdita di interesse, motivazione ed energia.

L’insonnia può diminuire con il passare del tempo ma, nel caso delle vittime di abuso, tende solitamente a persistere per settimane, mesi e anni.

Il trauma legato all’abuso sessuale può determinare gli incubi, che sono molto diversi dai semplici “brutti sogni”. Nelle persone che hanno vissuto un evento traumatico, infatti, gli incubi rappresentano una delle modalità (oltre ai flashback e alle memorie indesiderate) in cui, per mesi e anni, viene rivissuto il trauma. Durante gli incubi le persone rivivono l’abuso in maniera vivida e con un’intensa carica emotiva (sperimentando prevalentemente emozioni di paura e angoscia). Di conseguenza si sviluppa la paura di andare a dormire, per il timore che possa ripresentarsi un incubo. Ciò contribuisce a stabilire e rafforzare l’associazione negativa tra la paura e il periodo dedicato al sonno. Si può così innescare un circolo vizioso tra ansia-stress-insonnia/incubi.

Trattamento

Intervenire sulla riduzione dei disturbi del sonno consente di accelerare il processo di elaborazione dei vissuti dolorosi, aumentare il funzionamento adattivo attuale e, infine, facilitare il percorso terapeutico. Il trattamento cognitivo-comportamentale rappresenta l’intervento più adeguato per trattare la maggior parte dei problemi del sonno e risulta efficace nel 70-80% dei casi.