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Disturbo ossessivo-compulsivo e abuso sessuale infantile (DOC)

Tra le varie conseguenze del trauma in età infantile vi è lo sviluppo del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Il DOC affligge le persone in maniera differente e si manifesta nelle forme più disparate, ma gli elementi costanti e caratteristici sono la presenza di ossessioni e compulsioni.

Ossessioni

Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi ripetitivi e persistenti che risultano indesiderati, intrusivi e che producono molta sofferenza nella persona.

Le ossessioni possono essere distinte in diverse tipologie:

  • ossessioni di contaminazione: contatto con sostanze corporee (come sangue, urina o saliva), contatto con la sporcizia, contatto con animali o insetti, paura di malattie da contaminazione (come aids o tubercolosi), ecc.;
  • di controllo: paura di investire qualcuno senza accorgersene, paura di comunicare informazioni scorrette, paura di causare un danno per distrazione (come lasciare la manopola del gas o il rubinetto dell’acqua aperti), ecc.;
  • di aggressività: paura di fare del male a se stessi o agli altri, immagini violente, paura di mettere in atto impulsivamente dei comportamenti indesiderati (come gettarsi dalla finestra), ecc.;
  • sessuali: essere omosessuale, fare atti osceni o perversi, fare sesso con animali, ecc.
  • di religiosità/scrupolosità: paura di avere pensieri sacrileghi, di dire bugie, di essere posseduto, ecc.
  • di ordine e simmetria: notare cose fuori posto e che non sono dove dovrebbero essere, ecc.
  • somatiche: preoccupazione eccessiva di avere una malattia nonostante non vi siano riscontri medici, preoccupazione per alcune caratteristiche fisiche (come del viso o dei capelli), ecc.;
  • su difetti del carattere: di perdere il controllo, di essere un assassino, di essere pazzo, di essere un pervertito, ecc.
  • di superstizione: paura di dire, ascoltare o vedere certe parole o numeri sfortunati, ecc.

Le compulsioni (o rituali) sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente (APA, 2013). Vengono messe in atto per ridurre l’ansia e la sofferenza causata dall’ossessione.

Compulsioni

Le compulsioni possono essere distinte in diverse tipologie:

  • di lavaggio: lavarsi le mani eccessivamente, usare detergenti o tecniche di lavaggio particolari; evitare specifici oggetti e posti (come città o palazzi) perché considerati contaminati, ecc.
  • di controllo: controllare molte volte serrature, fornelli, di non aver investito qualcuno, ciò che si scrive, che gli altri siano al sicuro, ecc.
  • di ripetizione: rileggere o riscrivere le cose, ripetere azioni e comportamenti (come, indossare vestiti e svestirsi, accendere e spegnere le luci o ripetere delle parole) per un certo numero di volte, ecc.
  • mentali: visualizzare un’immagine “buona” allo scopo di neutralizzarne una “cattiva”, fare conteggi, recitare preghiere o frasi, ecc.
  • di ordine e simmetria: evitare di avere ospiti a casa perché non spostino le cose, sistemare oggetti (come vestiti o libri) seguendo delle regole precise, ecc.
  • somatiche: esaminare ripetutamente il proprio corpo (toccandosi o guardandosi allo specchio), cercare di nascondere un difetto nel proprio aspetto fisico, ecc.

DOC e abuso

L’abuso fisico, sessuale o altri eventi stressanti e traumatici sono associati a un maggior rischio di sviluppo di questo quadro sintomatologico (APA, 2013) e, nello specifico, il 6.7% delle vittime di abuso sessuale infantile sviluppa i sintomi del DOC. Si è visto che i bambini che avevano sviluppato il DOC avevano vissuto un maggior numero di eventi traumatici nell’anno precedente l’esordio del disturbo. Inoltre, esperienze di abuso con contatto sessuale e penetrazione (rispetto a tentativi di seduzione, esposizione a pornografia o a organi sessuali) erano più frequenti nelle persone con DOC.

In parecchi casi i sintomi del disturbo sono strettamente associati al trauma, tanto che in letteratura si parla di “DOC post-traumatico” per definire quel fenomeno per cui, a partire dall’esposizione all’evento traumatico, il bambino sviluppa i sintomi del DOC nel momento in cui inizia a tentare di fronteggiare ed evitare i pensieri e le immagini dolorose legate al trauma subìto (Gershuny et al., 2002).

La presenza di eventi traumatici vissuti come “incontrollabili” nella vita del bambino può innescare, soprattutto in individui già predisposti e con alta vulnerabilità genetica, una marcata tendenza a evitare il danno, a sopprimere i pensieri percepiti come pericolosi, a mettere in atto continui tentativi di controllo del proprio corpo, dei propri pensieri e anche del mondo circostante, facilitando così l’insorgenza della sintomatologia.

Trattamento

La ricerca clinica ha mostrato l’efficacia dei trattamenti TCC per le persone con DOC (Hofmann et al., 2012). In coloro che hanno vissuto esperienze traumatiche oltre alla TCC è necessario, comunque, affiancare anche interventi specifici rivolti al trauma.

Se vuoi un ulteriore approfondimento, visita la sezione relativa ai trattamenti.

Riferimenti

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5. Washington, D.C: American Psychiatric Association.
  • Caspi, A., Vishne, T., Sasson, Y., Gross, R., Livne, A. & Zohar, J. (2008). Relationship between childhood sexual abuse and obsessive-compulsive disorder: case control study. Israel Journal of Psychiatry & Related Sciences, 45(3): 177-182.
  • Gershuny, B.S., Baer, L., Jenike, M.A., Minichiello, W.E. & Wilhelm, S. (2002). Comorbid Posttraumatic Stress Disorder: Impact on Treatment Outcome for Obsessive-Compulsive Disorder
  • American Journal of Psychiatry, 159: 852-854.
  • Gothelf, D., Aharonovsky, O., Horesh, N., Carty, T. & Apter, A. (2004). Life events and personality factors in children and adolescents with obsessive-compulsive disorder and other anxiety disorders.
    Comprehensive Psychiatry, 45(3): 192-198.
  • Hofmann, S.G., Asnaani, A., Vonk, I.J.J., Sawyer, A.T. & Fang, A. (2012). The Efficacy of Cognitive Behavioral Therapy: A Review of Metaanalyses. Cognitive Therapy and Research, 36(5): 427-440.